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Gino Croari
     
La nostra Fondazione ha acquisito la raccolta di disegni, acquerelli e tempere iniziata da Gino Croari in tempo di guerra, realizzandone una pubblicazione in omaggio all'illustre concittadino scomparso.  
   
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Chi è Gino Croari

Gino Croari nasce nel 1905 a Genova, dove la famìglia abita fino al 1910, anno della prematura scomparsa della madre, evento che induce il padre, lughese, a ritornare a Lugo con i figli l?anno successivo. Ancora ragazzo frequenta la locale Scuola comunale di disegno sotto l'insegnamento di Domenico Vìsani e Luigi Varoli e nel 1921 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Ravenna, che in seguito dovrà lasciare per cercare lavoro.

All'inizio degli anni trenta partecipa alle prime mostre di pittura a Lugo e a Ravenna insieme ai pittori lughesi Giacomo Vespignani, Giulio Avveduti, Anto Ricci, Felice Baroni e Francesco Lo Presti.

Dal 1935 si trasferisce a Roma, dove trova un impiego come cartellonista e pubblicitario all'Ufficio artistico dell'Enit presso il Ministero della Cultura Popolare, continuando nel tempo libero l'attività dì pittore. Nel 1940, chiamato alle armi, viene inviato sul fronte greco-albanese-jugoslavo e prende parte alle operazioni belliche del secondo conflitto mondiale, esperienza dalla quale nascerà la raccolta dei disegni di guerra. Nel dopoguerra, pur continuando a dipingere, è costretto a svolgere per vivere diverse professioni, partecipando, tuttavia, a importanti esposizioni, tra cui la Quadriennale di Roma (1948) e la Biennale di Venezia (1956), promuovendo numerose mostre personali in molte città italiane.

Alla fine degli anni Cinquanta inizia l'attività didattica, prima come Assistente alla cattedra di Incisione all'Accademia dì Belle Arti di Roma, poi come insegnante ai Corsi di Ornato presso il Liceo Artistico. Alcuni importanti soggiorni in Spagna e a Parigi ne arricchiscono l'esperienza e lo stile, inserendo la circolazione delle sue opere in un ambito più vasto, che gli consentirà di esporre in diverse sedi all'estero, tra cui Messico e Giappone.

Muore a Roma, il 3 agosto del 2005, all'età di cento anni.

 

La critica

Analizzare il percorso artistico di Gino Croari significa partire da Lugo, dagli anni giovanili della formazione per approdare a Roma, ma in concomitanza, o in parallelo si sviluppano altre occasioni, fioriscono incontri che contribuiscono ad arricchire una vicenda umana già densa di esperienze e di interessi profondamente vissuti e sofferti.

Se, nel primo periodo lughese, si rivelano determinanti i contatti e le amicizie con gli artisti locali e l'apprendimento delle tecniche alla Scuola comunale di disegno sotto l'insegnamento di Domenico Visani, dopo il trasferimento a Roma le opportunità artistiche si moltiplicano e si dilatano in un prolifico intreccio di contributi e di scambi che danno un respiro più vasto alla pittura di Croari.

La sua lunga e laboriosa ricerca pittorica presenta stimolanti approcci con movimenti e scuole del Novecento, ma alla fine segue una strada propria senza concedere troppo ad atteggiamenti convenzionali o a mode espressive.

Infatti, l'opera di Croari attraversa le varie stagioni della pittura del Novecento con una fedeltà immutata alla sua vocazione artistica, a una ricerca stilistica fermamente improntata alla semplicità.

Un filo diretto sembra unire i paesaggi lughesi e romagnoli agli scorci della periferia romana attraverso l'amore per la natura e lo sguardo limpido che il pittore riversa sulle cose.

La guerra con il suo carico di paura, di fame, di miseria e di morte fa la sua comparsa nella vita e nell'opera di Croari, lasciando un segno decisivo e profondo, che, tuttavia, non riesce ad annullare la voglia di vivere e di immaginare un mondo diverso, nel quale affidare al lirismo dei ricordi e ai contorni affettuosi delle persone amate la speranza del riscatto.

Un messaggio cautamente ottimistico trapela, quindi, in definitiva dalle sue opere, frutto di un'inclinazione spontanea nella quale trovano un equilibrio compiuto il passato e il presente, quasi un sommesso invito a procedere nella consueta anche se ingrata fatica quotidiana.

In alto: La copertina del libro
Sopra: Foto ritratto di Croari degli anni 1920-1930
     
 
   
 
   
   
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